Risparmio energetico di casa: quali misure consentono di ridurre il ricorso all’aria condizionata

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green roof

Sappiamo bene quanto il caldo estivo non consenta di vivere bene all’interno di casa, soprattutto se l’ambiente nel quale abitiamo fa entrare l’aria calda e umida con facilità, non riuscendo a trattenere il fresco generato con i sistemi di condizionamento.

Eppure sono ancora molti gli italiani che si affidano a questo strumento per rinfrescare l’ambiente interno; i consumi elettrici possono anche non essere così elevati, soprattutto se utilizziamo dei modelli nuovi ed efficienti, ma cosa succede in quei periodi di caldo torrido, dove lo spegnimento del condizionatore fa aumentare immediatamente la temperatura interna?

Esistono tutta una serie di alternative sostenibili, che consentono di porre rimedio agli sprechi energetici o quanto meno di minimizzarli.

Green Roof: una nuova idea per la bioedilizia

Una soluzione innovativa e che consente di riequilibrare il rapporto tra ossigeno e Co2 presente nell’aria, è data sicuramente dall’ideazione dei cosiddetti “green roof” o tetti verdi, idee di bioedilizia particolarmente diffuse nei paesi scandinavi, ma che oggi vivono un periodo di grande espansione anche in paesi come l’Italia.

Si tratta sostanzialmente di coperture per tetti composte da terra e vegetali, che vengono inseriti al posto delle classiche tegole, e sono ottime per ogni tipologia di casa, dalla classica abitazione con tetto piano a quella con tetto inclinato.

Il materiale che viene utilizzato per l’ideazione dei green roof consente di ideare un ottimo isolamento termico del tetto, considerando anche che si tratta di materiali che non hanno particolare difficoltà ad essere reperito.

Importante, oltre al discorso dell’efficientamento energetico, è anche quello relativo all’aiuto che viene dato all’ambiente; i green roof consentono di ridurre il cosiddetto effetto isola di calore (contribuendo a ridurre la sensazione di calore all’interno delle città), depurando l’aria grazie all’assorbimento di Co2, ed aiutando anche le biodiversità grazie alla contemporanea presenza di uccelli ed altre specie animali che decidono di vivere al loro interno.

Materiali a cambiamento di fase per l’edilizia

Sempre nel contesto riguardante i nuovi materiali da isolamento termico presenti sul mercato, segnaliamo i PCM (Phase Change Materials), materiali termoregolanti che sono in grado di modificare, a seconda delle sollecitazioni ricevute dall’esterno il loro stato (passado da solido a liquido oppure da liquido a solido), assorbendo e trattenendo il calore, oppure cedendolo a seconda dei casi.

In bioedilizia si trovano in commercio sotto forma di polveri che vengono in seguito miscelate per il loro utilizzo in intonaci, pannelli e realizzazione di serramenti.

Pannelli termoriflettenti ed Aerogel

aerogel

Per risparmiare sul riscaldamento di casa, esistono anche i cosiddetti pannelli termoriflettenti, dei fogli realizzati in polietilene rivestito di alluminio, che vengono posizionati solitamente dietro ai termosifoni. La loro conformazione permette a questi pannelli di riflettere il calore su loro stessi, non consentendo all’aria calda di dissiparsi a contatto con le mura perimetrali; al contrario, questi pannelli hanno proprio la caratteristica di riflettere il calore verso l’ambiente interno, mantenendo la casa al caldo nei mesi invernali, senza spreco di energia.

I pannelli termoriflettenti sono, inoltre, ignifughi ed atossici.

Forse il materiale isolante più leggero presente sul mercato è da considerarsi l’aerogel, un gel che ha una percentuale pari al 98% di aria, mentre per la rimanente parte è composta da silice. La miscela che lo compone è un mix tra una sostanza allo stato solido e un gas, non possiamo definirlo a tutti gli effetti un gel, in quanto, rispetto ad esso, il componente liquido qui è sostituito dal gas.

Per la bioedilizia l’aerogel di silice è un elemento importantissimo, in quanto consente di realizzare delle schiume isolanti che resistono a temperature molto elevate; di recente gli aerogel vengono utilizzati anche direttamente negli intonaci, consentendo di isolare termicamente (soprattutto in fase di ristrutturazione), senza andare ad inficiare sullo spessore della struttura edilizia.

Schume isolanti polimeriche: una sicurezza da oltre 40 anni

schiume isolanti

Tra i materiali isolanti che sono da ritenersi rispettosi dell’ambiente e ancora oggi decisamente importanti nel campo delle coibentazioni termiche, non possiamo non citare la schiuma isolante ISOFOR, una schiuma polimerica ad alto livello che si utilizza fin dagli anni ’70 negli interventi di isolamento delle intercapedini, grazie al metodo dell’insufflaggio (si tratta di una pratica davvero conveniente, se non la conoscete vi consigliamo di leggere come si realizza nel dettaglio l’insufflaggio).

Si ottiene con un’apposita resina ureica, ed il prodotto finale risulta essere molto utile nel campo dell’edilizia, proprio perché la schiuma termoisolante che viene insufflata nelle pareti:

  • Eccellente termoisolante
  • È altamente traspirante e garantisce lo smaltimento della condensa, evitando la formazione di muffe sulle pareti;
  • È un ottimo isolante acustico;
  • È atossico, e allo stesso tempo non rilascia alcun tipo di residuo
  • Non è infiammabile e non assorbe acqua di umidità

Nel campo dell’isolamento termico, ISOFOR è molto utile anche perché, a differenza di altri materiali isolanti, riesce a penetrare anche nei più piccoli anfratti presenti nell’intercapedine, senza quei risultati a cosiddetta macchia di leopardo. Allo stesso tempo solidifica molto rapidamente, garantendo risultati in termini di coibentazione termica apprezzabili fin dal brevissimo periodo.