Neo che prude: cause e cosa fare se è arrossato o in rilievo

22
neo che prude
ivanovgood / Pixabay

Un neo che prude può allarmare ma, fortunatamente, non c’è sempre da preoccuparsi.

Molte volte questo fastidio non nasconde nulla di grave, ma è bene sapere che, qualora il prurito diventasse più persistente e frequente e si notassero dei cambiamenti proprio nel neo che prude o altri sintomi, sarà opportuno consultare il medico per ricevere la corretta diagnosi.

Prima di fare questo, però, è consigliabile effettuare un auto esame per rendersi conto di possibili cambiamenti che hanno potuto interessare il neo che prude.

Infatti, se sono avvenuti dei cambiamenti notevoli nella morfologia di queste macchie cutanee, il prossimo passo sarà quello di consultare uno specialista per tranquillizzarsi e scongiurare il pericolo di qualcosa di più grave.

Quali sono i sintomi da non sottovalutare?

Queste macchie cutanee possono essere di colore scuro (marrone chiaro, marrone scuro, nero) o dello stesso colore della pelle, piatte o in rilievo e di dimensioni variabili (piccole o più grandi).

Nella maggior parte dei casi sono congenite, ma altre volte possono comparire nel corso della vita (a questo proposito, quando ci si accorge di un “nuovo arrivato” dopo i 40 anni, è consigliabile monitorare l’evoluzione di questo).

Occorre far attenzione ai possibili cambiamenti che potrebbero interessare un neo in rilievo che prude ed in genere anche gli altri che non prudono, usando la tecnica ABCDE che sta per:

  • A di asimmetria: la forma normale della macchia cutanea deve essere tondeggiante; per asimmetria si intende quando le due parti non sono uguali e delle stesse dimensioni.
  • B di bordi: che non devono diventare irregolari o indistinti ma rimanere sempre netti.
  • C di colore: non deve cambiare colore rispetto a quello che aveva di solito (ad esempio, un neo chiaro che prude diventa scuro) oppure diventa policromo (presenta due o più colori).

A proposito del colore, spesso quando si osserva un neo rosso che prude (anche detto angioma), si può stare, nella maggior parte dei casi, tranquilli, perché si tratta di formazioni di natura benigna che prendono origine dalle cellule endoteliali che si trovano nei vasi sanguigni.

Tuttavia occorre un consulto con lo specialista nel caso in cui si presentino le anomalie già dette oppure altri sintomi come:

  • D di dimensione: se la lesione cutanea diventa più grande sia in larghezza che in spessore (in particolare, più grande di 6 millimetri).
  • E di evoluzione: in definitiva, nel tempo, è opportuno sia da soli, sia con l’aiuto di un familiare o di uno specialista, tenere sotto controllo l’eventuale variazione di questi parametri.

Queste variazioni non devono essere sottovalutate se si tratta di un neo che prude continuamente, che perde sangue senza un apparente motivo o che presenta delle crosticine o, ancora, nel caso di un neo arrossato che prude o che presenti un’area arrossata intorno ad esso.

Il melanoma

Infatti un neo sporgente che prude oppure la comparsa di un neo nuovo che prude (soprattutto se si ha un’età dai 40 in su) possono far pensare che si tratti di un melanoma e, quindi, diventerà necessario sottoporsi alla visita di un dermatologo.

Un melanoma è un tumore che prende origine proprio dalla trasformazione dei melanociti (cellule della pelle).

Questi hanno il compito di produrre la melanina, cioè il pigmento che protegge dai raggi solari.

Infatti il principale fattore di rischio per tale tipo di tumore è l’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UVA, UVB) insieme ad un sistema immunitario indebolito (soprattutto nei soggetti che hanno subito trapianti o cicli di chemioterapia) oppure ad altre malattie ereditarie.

LEGGI ANCHE: Nevo verrucoso: sintomi, cure e rimedi

Quali sono le cause di questo fastidio?

Un neo che prude, se non è associato a questi sintomi e a questi cambiamenti, sarà un fastidio che scomparirà in pochi giorni.

Infatti è evidente che il prurito sia dovuto semplicemente ad un’irritazione dovuta allo sfregamento, magari per via degli indumenti indossati.

L’irritazione può essere anche la conseguenza dell’utilizzo di prodotti per la cura del viso o del corpo non del tutto adeguati alla propria pelle o, ancora, dovuta all’utilizzo di detersivi troppo aggressivi per il lavaggio degli indumenti.

Infatti, corrette queste abitudini non adeguate o non adatte alla propria pelle, il neo che prude non dovrebbe più dare fastidio.

Tuttavia, se il prurito continua e si è in dubbio sulla propria salute, è bene consultare un dermatologo che farà tutti i controlli del caso.

Quali sono i rimedi per questa condizione?

Come regola generale, sia per un neo che prude sia per tutti gli altri, occorre avere una giusta cura del proprio corpo, mettendo in pratica alcuni semplici accorgimenti:

  • eseguire un auto esame (una volta al mese) del proprio corpo per verificare se ci siano delle anomalie o dei cambiamenti nella morfologia di questi;
  • esporsi al sole evitando le ore più calde (tra le 10 e le 16) per scongiurare il rischio di ustioni, usando un’adeguata crema protettiva (con filtro UVA e UVB) ed eventualmente applicandola più volte al giorno.

È consigliabile anche coprirsi con cappelli e occhiali da sole e rimanere sotto l’ombrellone o spostarsi al bar quando il sole diventa troppo forte.

Questi consigli devono essere messi in pratica con particolare attenzione per i bambini, che sono i soggetti più vulnerabili e più sensibili alle scottature.

Purtroppo si è riscontrato che molti tumori maligni derivano da una degenerazione avvenuta proprio in età infantile.

Altri consigli utili sono i seguenti:

  • limitare al massimo l’uso di lampade o lettini abbronzanti;
  • sottoporsi periodicamente (almeno una volta all’anno) al controllo da un dermatologo per la mappatura.

L’asportazione chirurgica

Il dottore potrebbe consigliare al paziente che accusa pruriti o fastidi l’asportazione chirurgica del neo che prude o degli altri che, trovandosi in posizioni delicate, possano urtare o incastrarsi spesso con gli indumenti o i gioielli che si indossano o con altri strumenti che si utilizzano come rasoi o pettini.

In questo modo, il paziente non proverà più disagio né si verificheranno altri episodi spiacevoli (e che a volte fanno preoccupare) come tagli o sanguinamento.

In particolare, il medico può prendere in considerazione:

  • l’escissione chirurgica, cioè la rimozione totale e la chiusura della ferita con punti di sutura;
  • la rasatura chirurgica, con cui, appunto, viene utilizzato un rasoio chirurgico per la rimozione e non vengono applicati punti di sutura.