Come educare un gatto adulto

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gatto adulto

Il gatto, soprattutto se già adulto, è un animale molto indipendente e può essere difficile addestrarlo ed educarlo.

Spesso anche solo insegnargli a sedersi o abituarlo al richiamo può essere un’impresa ardua.

Ma ancora più problematico può risultare ad esempio insegnargli ad usare la lettiera, a non graffiare i mobili o a non mordere.

Tuttavia, consoliamoci sapendo che il gatto ha più voglia di apprendere nuove cose e di eseguire i nostri comandi se riceve un premio adeguato, una ricompensa, sotto forma di cibo ovviamente.

Armiamoci di pazienza e vediamo qualche piccolo accorgimento per rendere l’addestramento una pratica facile e poco traumatica sia per noi che per il nostro gatto.

Innanzitutto, partiamo dal semplice presupposto, che il gatto deciderà da solo che cosa vuole fare e quando: è del tutto inutile disturbarlo quando dorme.

Inoltre, se il nostro micio fa qualcosa di sbagliato o a noi poco gradito, a nulla ci servirà sgridarlo o usare la “violenza” e, anzi, questo tenderà a spaventarlo e a renderlo ancora più indisciplinato.

È consigliabile sviluppare una “routine cioè addestrare il gatto sempre allo stesso modo, con lo stesso tono di voce ed allo stesso orario: possono essere sufficienti un paio di minuti al giorno e preferibilmente quando il gatto ha fame così che la ricompensa in cibo sia più sensata.

Per creare un buon rapporto con il gatto, è opportuno parlare con lui e chiamarlo ad esempio quando rientriamo in casa o quando è pronto da mangiare, usando un tono di voce dolce e gentile.

Addestrare il gatto a sedersi e a rispondere al nostro richiamo

Chiamare il gatto e “ordinargli” di sedersi è un classico dell’addestramento.

Proviamoci preferibilmente quando ha fame perché sarà più propenso ad eseguire il comando se sa che lo ricompenseremo con del cibo.

Possiamo insegnarli a rispondere al nostro richiamo quando ha fame, attirandolo a noi con un bocconcino che all’inizio deve essere molto visibile (a circa 3 m dal suo naso), ma man mano deve essere allontanato dal suo sguardo (richiamiamolo da un’altra stanza, ad esempio).

Insegnare al gatto ad usare il tiragraffi

Per i gatti è indispensabile “farsi le unghia” e per questo è consigliabile dotarsi di tiragraffi o di apposite strutture in legno sul quale possa graffiare tranquillamente, perché altrimenti prenderà di mira quasi sicuramente i divani o i mobili di casa.

Tuttavia, se lo fa, non bisogna sgridarlo ma semplicemente invitarlo a non farlo e accompagnarlo al suo tiragraffi.

All’inizio il micio non sarà molto propenso ad utilizzarlo e per questo può essere utile strofinare il tiragraffi con dell’erba gatta.

Oppure, se proprio non riesce a stare lontano dai divani e dai mobili, possiamo impedirglielo o quantomeno “scoraggiarlo”, attaccando del nastro adesivo sui mobili che di solito preferisce: ai gatti non piace la sensazione di appiccicoso e dopo poco abbandonerà l’abitudine di graffiarli.

Per salvare il divano, invece, possiamo ricoprirlo con della plastica, così che per il gatto sia più difficoltoso graffiarlo.

In extremis, per “punire” gentilmente il gatto che continua imperterrito a rovinare i nostri mobili, possiamo spruzzargli addosso dell’acqua usando uno spruzzino, mirando al suo sedere (mai al muso).

Addestrare il gatto all’uso della lettiera

Se il nostro gatto urina a terra, ci possono essere vari motivi: magari non gli piace la lettiera che abbiamo comprato oppure è troppo vicina a fonti di rumore.

Per questo è un buon consiglio quello di posizionare la lettiera in un posto tranquillo ma nello stesso tempo in un luogo che frequenta di solito.

L’importante è tenere la lettiera pulita, perché i gatti non sopportano lo sporco.

Una buona pratica, può essere quella di mettere il nostro gatto nella lettiera dopo i pasti o appena sveglio così da “ricordargli” di usarla per i suoi bisogni.

Vale sempre lo stesso suggerimento di “premiare” il nostro micio ogni volta che fa i suoi bisogni nella lettiera, dicendogli “Bravo!” e ricompensandolo con un croccantino.

Così come è sconveniente sgridarlo se invece evacua fuori dalla lettiera e in giro per casa, perché il rimprovero potrebbe “spaventare” ed “infastidire” il nostro gatto e spingerlo a non utilizzarla più.

Insegnare al gatto a non mordere

Se il nostro gatto ha il brutto vizio di mordere, anche quando giochiamo, smettiamo subito di giocare con lui e ignoriamolo.

Allo stesso tempo, non sgridiamolo e non “picchiamolo” perché potremmo solo farlo spaventare.

Potrebbe darsi che il gatto si senta minacciato e allora vuol dire che ha bisogno di spazio oppure di un giochino (ad esempio, un topolino in peluche) così da avere una “preda” da cacciare durante i suoi giochi.

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