Coltivazione idroponica: cos’è e come funziona

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coltivazione idroponica

Hai mai pensato di poter sfruttare la coltivazione idroponica per coltivare delle piante senza l’utilizzo del suolo? È proprio questa la grande novità che propone questo tipo di coltivazione: non utilizzare il suolo per riuscire ad ottenere delle piante ornamentali, ma anche piante capaci di essere utilizzate come vegetali da consumare. Delle piante senza terriccio, quindi, che possono crescere benissimo grazie ad un buon dosaggio di altri fattori essenziali che concorrono alla buona riuscita della coltivazione stessa. Ma come funziona in maniera particolare la coltivazione idroponica e quali strumenti si utilizzano per riuscire a sfruttare al massimo e con successo questa tecnica?

Come funziona la coltivazione idroponica

Per fare in modo che la coltivazione idroponica riesca con ragionevole successo, è indispensabile riuscire a controllare degli elementi che intervengono perfettamente nel formare quel delicato equilibrio di condizioni ambientali che consentono alle piante di crescere nella loro rigogliosità.

Infatti si devono controllare l’acqua, l’ossigeno, i nutrienti e la luce anche attraverso l’utilizzo di speciali lampade LED per coltivazione idroponica. È davvero molto importante questo sistema di controllo, che attualmente si può attuare in maniera molto capillare e con grande cura grazie a molti strumenti che possiamo trovare in commercio.

Questo tipo di coltivazione era applicata fin dall’antichità. Anche da tempi molto remoti ci provengono informazioni che ci lasciano capire come l’uomo da sempre si sia ingegnato nel poter ottenere una coltivazione “fuori suolo”, che rappresenta una comodità soprattutto in alcune condizioni, in cui non sarebbe possibile utilizzare su larga scala il terriccio nell’ambito di un sistema di coltivazione tradizionale.

Come è composto un sistema idroponico

Un sistema idroponico si fonda sull’utilizzo di alcune componenti fondamentali. Innanzitutto servono dei contenitori all’interno dei quali sono messe a dimora le piante. Poi serve utilizzare delle soluzioni nutritive, che siano composte da acqua e fertilizzanti.

Molto importanti sono quelle che consentono ai fertilizzanti di sciogliersi facilmente. Per esempio a questo proposito si possono utilizzare dei concimi liquidi.

Bisogna procurarsi un substrato di coltivazione, il materiale che sostituisce il terriccio, in modo da dare la possibilità alle piante di mettere le radici. Fra i materiali più utilizzati ci sono l’argilla espansa, la vermiculite, la fibra di cocco e il lapillo vulcanico.

Particolare cura va dedicata anche al sistema di irrigazione. Quest’ultimo è formato da una centralina elettronica per regolare il flusso d’acqua e le tempistiche. Inoltre si compone di condotte principali e di altre secondarie, oltre che di gocciolatoi.

Per completare il sistema idroponico servono un dosatore per fertilizzante e un buon sistema di drenaggio. Il dosatore serve a fare in modo che la soluzione nutritiva venga fornita in maniera puntuale e nei dosaggi opportuni.

Il sistema di drenaggio opera in modo che le soluzioni nutritive in eccesso vengano raccolte in una vasca di contenimento. In questa maniera le soluzioni nutritive poi possono essere riutilizzate anche in un successivo momento.

Naturalmente, per finire, devono essere acquistare le piantine da mettere a dimora, che potranno essere prodotte tramite la semina o già acquistate fra quelle che si trovano in commercio dalla dimensione desiderata.