Artrosi al ginocchio: sintomi e cosa fare

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artrosi al ginocchio

Il nostro corpo è formato da tantissimi organi, apparati e in generale strutture talvolta davvero delicate. Pensiamo a quella che dovrebbe essere in assoluto la struttura più resistente dell’intero corpo, lo scheletro. Lo scheletro è un apparato osseo che fa parte del nostro corpo e serve per sostenerlo e proteggerlo dagli impatti attraverso la gabbia toracica. Nonostante questo importante compito, alcune parti del nostro sistema osseo sono davvero delicate, questo per via della loro conformazione davvero complessa, necessaria per consentirci di compiere tutti i movimenti necessari: stiamo parlando delle articolazioni. Le articolazioni sono i “punti di incontro” delle ossa, sono quelle sezioni in cui due ossa si “incastrano” in modo tale da consentire il movimento.

Bisogna immaginarle nella maggior parte dei casi come il “fulcro” della leva che si va a costituire tramite le due ossa. Generalmente uno dei due ossi ha una sezione all’interno del quale alloggia la sezione finale dell’osso che vi si collega. All’interno di quest’ultima è presente anche un cuscinetto costituito da cartilagine, assolutamente necessario per evitare che le due ossa si sfreghino tra loro durante i movimenti, consumandosi.

Le ginocchia

Tra le articolazioni del nostro corpo forse una delle più importanti è proprio quella delle ginocchia. Quest’ultima è infatti l’articolazione più grande del nostro organismo ed è a lei che sta il compito di sostenere l’intero peso del corpo e al contempo consentire il movimento alle ossa per permettere la deambulazione.

L’artrosi

Quando abbiamo descritto l’articolazione in maniera generale ci siamo momentaneamente soffermati a parlare del cuscinetto cartilagineo sito nell’articolazione necessario per impedire lo sfregamento tra le due ossa durante il loro movimento.

Con l’artrosi, una patologia degenerativa che si verifica in realtà nella maggior parte dei vertebrati, questo cuscinetto si consuma fino a non essere più capace di proteggere le due ossa. Nell’uomo la malattia si presenta con maggior probabilità con l’incedere dell’età, in particolare dopo i 40 anni, o a seguito di traumi o altre patologie congenite.

Cosa fare in caso di artrosi

Se si ha una sintomatologia dolorosa a livello delle ginocchia, ci sono degli accertamenti diagnostici da effettuare per cercare di capire quale è il problema e per fare una diagnosi. L’esame principale se si sospetta una artrosi al ginocchio è la radiografia, che deve essere eseguita sotto carico, oltre a delle proiezioni particolari, come a radiografia assiale di rotula o la proiezione di rosemberg. Nei casi dubbi o se si sospettano altre patologie (esempio una lesione del menisco o di un ligamento del ginocchio) può essere utile eseguire una risonanza magnetica nucleare, che ci farà vedere anche le strutture molli del ginocchio. Quando si capisce che il dolore che si prova è causato proprio dall’incedere dell’artrosi al ginocchio e la diagnostica ce lo conferma, si può intervenire in modo non chirurgico anche per ritardare il procedere della malattia e per aumentare la resistenza dell’articolazione.

La modifica delle proprie abitudini è uno dei primi passi per rallentare in modo significativo l’avanzare della malattia. Generalmente viene consigliato di ridurre il carico di lavoro nel caso si effettuino lavori pesanti, oppure di ridurre l’intensità dell’attività fisica, magari passando da una tipologia di allenamento ad alto impatto verso una a basso impatto. Sono consigliabili anche modifiche nelle abitudini alimentari dal momento che uno dei fattori che peggiora in modo considerevole la condizione delle ginocchia è proprio il peso corporeo. Se si è in sovrappeso, o addirittura obesi, uno dei primi accorgimenti sarà proprio quello di seguire una dieta per perdere i chili in eccesso.

Sottoporsi a sedute di fisioterapia, accompagnandola con l’attività sportiva di bassa intensità di cui sopra abbiamo parlato, può ridurre in modo drastico la velocità e l’intensità della malattia, grazie all’aumento di mobilità dell’articolazione stessa. Spesso vengono impiegate durante queste sedute molte attrezzature di supporto, come bende, bastoni, stampelle in alcuni casi ricorrere a terapie con ghiaccio o calore è molto efficace.

Ci sono inoltre terapie farmacologiche che possono aiutarci a rallentare la progressione della malattia e ad attenuare i sintomi, come i condroprotettori, integratori a base di glucosamina e condroitina. Nei casi più evoluti di artrosi al ginocchio è possibile anche ricorrere ad infiltrazioni intra articolari di steroidi (nei casi di infiammazione acuta del ginocchio) o, meglio, ad infiltrazioni con acido ialuronico. E’ inoltre possibile eseguire delle infiltrazioni con prp (plasma arricchito di piastrine) o di cellule mesenchimali prelevate dal grasso

Nel caso in cui gli interventi effettuati in modo non chirurgico per l’artrosi al ginocchio non risultino efficaci si può ricorrere alla chirurgia in modo diverso a seconda dell’età e dell’intensità della problematica.

Il medico introduce attraverso  due piccole incisioni degli strumenti miniaturizzati, che consentono una grande precisione e al contempo una bassissima invasività, all’interno dell’articolazione in interesse. Qui potrà rimuovere le parti di ossa e di cartilagine danneggiate in modo da migliorare la situazione complessiva. Di solito questa è una situazione temporanea, e serve solo a procrastrinare una soluzione definitiva

La procedura dell’osteotomia viene applicata esclusivamente alle ginocchia e risulta essere una soluzione efficace soprattutto per altre problematiche (come il ginocchio con deviazioni assiali in varo o valgo, ma in assenza di artrosi al ginocchio). Il medico seziona la tibia o il femore, dopodiché li riallinea fissando le due ossa tramite delle placche.

La procedura più utilizzata, nonché la più efficace, è rappresentata dall’artroprotesi. Il medico rimuove del tutto la parte danneggiata dell’articolazione sostituendola con una artificiale che nella maggior parte dei casi è costituita da metallo e polietilene. Se la sostituzione riguarda solo una parte del ginocchio si parlerà di protesi monocompartimentale del ginocchio. La protesi monocompartimentale (anche detta protesi parziale) potrà riguardare uno dei tre comparti del ginocchio: mediale, laterale, o femoro-rotuleo. In questo tipo di intervento il paziente conserverà sostanzialmente il suo ginocchio e vi sarà solo un rivestimento della parte danneggiata.

Se il danno da artrosi al ginocchio è invece globale, si ricorrerà alla protesi totale di ginocchio, che rivestirà globalmente l’articolazione. La protesi totale di ginocchio potrà essere a conservazione dei legamenti crociati (anteriore e posteriore), a conservazione del solo legamento crociato posteriore, a sacrificio di entrambi i legamenti.

In tutti i casi in cui si ricorrerà ad una soluzione chirurgica per l’artrosi al ginocchio, ciò non potrà prescindere da una eccellente tecnica chirurgica.